MONASTIR (CA) – «Monastir e Sestu non possono essere lasciati soli». Il consigliere regionale Stefano Schirru di Alleanza Sardegna interviene sulle tensioni e sulle criticità legate alla gestione del centro di accoglienza di Monastir, chiedendo numeri sostenibili, maggiori controlli e un coinvolgimento diretto dei sindaci nelle decisioni.
Schirru esprime innanzitutto vicinanza alla sindaca di Monastir Paola Ugas, al sindaco di Sestu Michele Cossa e alle rispettive comunità, alle prese nelle ultime settimane con una situazione che ha alimentato preoccupazioni e richieste di intervento.
«Parliamo di circa 800 persone ospitate in una struttura pensata per numeri decisamente inferiori, all’interno di un paese che conta meno di 5.000 abitanti», afferma il consigliere regionale.
Il riferimento alle 800 presenze riguarda il picco registrato e denunciato pubblicamente dalla sindaca Ugas alla fine di agosto. Nelle settimane successive i numeri sono diminuiti, pur rimanendo, secondo le rilevazioni diffuse dai sindacati di Polizia, superiori alla capienza indicata per le strutture.
Per Schirru è proprio la sproporzione tra il numero degli ospiti e le dimensioni della comunità locale a rendere necessario un intervento delle istituzioni.
«È evidente che una situazione del genere non possa essere sostenuta a lungo e che le preoccupazioni espresse dagli amministratori locali debbano essere ascoltate», sostiene.
La questione non riguarda soltanto Monastir. Anche Sestu, per la vicinanza territoriale alla struttura, ha chiesto nelle scorse settimane di essere coinvolta nel confronto istituzionale sulla gestione del centro. Il sindaco Michele Cossa aveva sollecitato un maggiore coordinamento tra Comuni, Prefettura e Forze dell’ordine.
Sul clima di tensione registrato negli ultimi giorni, Schirru condanna senza esitazioni gli episodi di violenza, ma chiede allo stesso tempo che le criticità legate alla gestione dell’accoglienza non vengano ignorate.
«Gli episodi di violenza dei giorni scorsi vanno condannati senza esitazioni, ma non si può ignorare una situazione che da tempo presenta forti criticità. Servono numeri sostenibili, maggiori controlli e soprattutto un confronto vero con i sindaci, che sono i primi a dover rispondere alle preoccupazioni dei cittadini».
Il riferimento è anche alla recente aggressione subita da quattro richiedenti asilo ospiti del centro, raggiunti e colpiti da un gruppo di giovani mentre rientravano verso la struttura. Sull’episodio sono intervenuti i Carabinieri e le posizioni delle persone individuate sono al vaglio dell’Autorità giudiziaria.
Una vicenda che ha ulteriormente acceso l’attenzione sulla tenuta sociale del territorio e sulla necessità di evitare nuove tensioni tra le comunità.
Schirru pone infine la questione delle responsabilità nella gestione dell’accoglienza, sostenendo che i Comuni non possano trovarsi a fronteggiare da soli le conseguenze di decisioni prese a livelli istituzionali superiori.
«La gestione dell’accoglienza non può essere scaricata sui Comuni. Occorre intervenire prima che la situazione diventi ancora più difficile, garantendo sicurezza e serenità alle comunità e condizioni adeguate anche per le persone ospitate».
Una richiesta che si aggiunge a quelle avanzate nelle ultime settimane dagli amministratori locali: riportare le presenze entro numeri compatibili con la struttura, rafforzare i controlli e coinvolgere direttamente i territori nelle decisioni che riguardano la gestione del centro di Monastir.
