Mina e Morata duello rusticano

Un punto preziosissimo  sul campo di una squadra, il Como di Cesc Fabregas, che è fra le principali protagoniste di questo inizio campionato e che ha fatto vedere i sorci verdi ad alcune delle cosiddette grandi. Il Cagliari in versione prudenza – come era giusto che fosse – ha strappato un pareggio d’oro  al Senigallia interrompendo la serie di sconfitte e fornendo una prova di carattere e compattezza. È vero, i rossoblù si sono dedicati prevalentemente al contenimento degli avversari, pagando ai lariani il 75% del possesso palla. Buon per i cagliaritani che non hanno saputo mettere a frutto il predominio di gioco, ma è pacifico che la squadra di Fabio Pisacane non ha rubato niente. Il punto è strameritato, guadagnato con il sudore, la concentrazione e il sacrificio.

Caprile e Mina i migliori rossoblu di Como CagliariCaprile e Yerry Mina i migliori del Cagliari a Como

Il mister rossoblù ha sorpreso tutti mandando in campo una formazione ben diversa da quella che aveva preannunciato alla vigilia in conferenza stampa. Un bluff mirato perché sicuramente aveva bene in testa già da giorni come affrontare la squadra in ottima salute e attrezzatissima dell’amico Fabregas. Aveva millantato che il Cagliari avrebbe sicuramente giocato con un centravanti di ruolo (Borrelli o Pisacane, i soli che passa il convento) con due centrocampisti a supporto o due esterni. Ha invece rinunciato alla prima punta e mandato in campo Esposito nel ruolo di centravanti, un ruolo che proprio non si addice al ragazzo  e che lo espone a figure barbine. Come infatti è stato con il Como. Il risultato è che il Cagliari è sceso in campo senza una vera punta, faticando non poco a creare occasioni da rete.  In realtà, nel primo tempo ne ha avute due e ha anche segnato, ma il mai apprezzato Aureliano al Var ha trovato nei dettagli del replay un presunto fallo antecedente di Palestra (che poi ha causato l’autogol del Como), portando l’arbitro Pezzuto ad annullare. Un presunto fallo commesso a centrocampo dieci secondi prima, abbastanza contestabile. Non è la prima volta che Aureliano danneggia il Cagliari, quando capiterà alla Unipol Domus dovranno fischiargli le orecchie.

Gaetano e sembraro in crescitaGaetano è sembrato in ripresa di condizione

 

Altra occasione l’ha avuta anche Felici, ma da posizione esterna ha calciato debolmente sul portiere avversario in uscita e si è fatto parare facilmente il tiro. Occasione nel secondo tempo anche per Luvumbo, ma ormai non è più una novità che per Zito il gol sia un obiettivo irraggiungibile. Peccato, perché il Cagliari, non possedendo un attaccante killer in area avversaria, deve necessariamente sperare sulle poche marcature di ogni singolo giocatore. Tornando all’andamento della partita, Pisacane ha mandato in campo una squadra decisamente impostata sulla difensiva e stavolta il fortino ha tenuto davanti all’assalto del Como. Grazie soprattutto ai miracoli di Sant’Elia Caprile, fresco di convocazione in nazionale e attualmente il miglior portiere del campionato. Ma bravi anche Luperto e in particolare il totem Yerry Mina, tornato a essere lui in tutto e per tutto. Anche nel minacciare gli avversari, farli innervosire e portarli (come Morata) a chiedere la sostituzione. Un giocatore come il colombiano è sicuramente meglio averlo in squadra che da avversario.

Tifosi del Cagliari al Senigallia di ComoImmancabili tifosi del Cagliari a Como

Contro il Como nessuno dei rossoblù è andato sotto la sufficienza, tutti hanno fatto la propria parte.  Ma anche commesso i soliti errori nella transizione dalla fase difensiva a quella d’attacco. La mancanza di un regista di ruolo si fa sentire, ormai è assodato che Prati può essere un buon mediano ma non è un play.  Se il Cagliari disponesse di un regista tecnico e ispirato e di una punta da doppia cifra, potrebbe essere tutto un latro campionato. Adesso giocatori e tifosi devono ritenersi soddisfatti per il punto prezioso preso a Como e cominciare a pensare alla prossima di campionato fra due terni – di mezzo c’è la nazionale – , in casa contro il Genoa. Una partita che dovrà riportare il Cagliari alla vittoria dopo il digiuno di quasi due mesi.

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