Contenuto fornito dall’agenzia Adnkronos e pubblicato nell’ambito degli accordi di fornitura editoriale.
(Adnkronos) – Il ruolo delle industrie strategiche nella nuova competizione globale e la crescente interdipendenza tra geopolitica, sicurezza, tecnologia e dinamiche di influenza sono stati al centro della Lectio Magistralis di Pierroberto Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri, dal titolo ‘Industrie strategiche e dinamiche di influenza nelle sfide globali’, che ha inaugurato, ieri, a Roma il Corso di Corporate Diplomacy di Spes Academy ‘Carlo Azeglio Ciampi’. L’incontro, ospitato presso Europa Experience – David Sassoli, si è aperto con i saluti istituzionali di Fabrizio Spada, responsabile relazioni istituzionali del Parlamento europeo in Italia, ed è stato presentato da Valerio De Luca, presidente della fondazione Aises Ets e direttore di Spes Academy. È intervenuto inoltre Enrico Della Gatta, Vice President Defence Market Business Intelligence di Fincantieri. Le conclusioni sono state affidate a Sara Carrer, consulente di comunicazione strategica e membro indipendente del CdA di Fincantieri. A moderare l’incontro Giovanna Pancheri, giornalista e conduttrice di Sky TG24. Al centro della Lectio di Folgiero, il ruolo delle grandi industrie strategiche in uno scenario nel quale sicurezza economica, innovazione tecnologica, catene globali del valore, capacità industriale e relazioni internazionali sono sempre più interconnesse. Una trasformazione che attribuisce alle grandi imprese una funzione che supera la tradizionale dimensione di mercato e investe la capacità di proiezione e di influenza del Sistema Paese. «La competitività oggi si misura nella capacità di difendere le quote di mercato e, con esse, la forza della manifattura pesante italiana ed europea. È una sfida che riguarda insieme prodotto e processo: far evolvere la nave, rendendola sempre più digitale e aumentando il “cervello” a bordo, e trasformare il modo in cui la produciamo attraverso sistemi di produzione sempre più moderni. Le grandi imprese industriali, soprattutto quando possono contare su una posizione di forza nei propri mercati, hanno la responsabilità di guidare questa evoluzione e di tradurla in nuova capacità competitiva.» ha dichiarato Folgiero.
“Oggi la sicurezza nazionale non si difende soltanto attraverso gli strumenti tradizionali dello Stato. Energia, difesa, cyber, spazio, telecomunicazioni, infrastrutture e grandi capacità industriali determinano concretamente l’autonomia di un Paese. Le industrie strategiche sono quindi infrastrutture di sovranità: producono tecnologia, competenze, occupazione qualificata e capacità di proiezione internazionale. Rafforzarle significa rafforzare insieme sicurezza e competitività del Sistema Paese – ha dichiarato De Luca – Sovranità strategica non significa fare tutto da soli, ma essere nelle condizioni di scegliere con chi cooperare e su quali basi. Per farlo servono capacità industriale, ricerca, tecnologie critiche e soprattutto capitale umano qualificato. La competizione globale si gioca sempre più sulla capacità di comprendere prima, decidere meglio e trasformare rapidamente le decisioni in azione. Per questo la formazione delle classi dirigenti è diventata essa stessa una questione di sicurezza nazionale: chi contribuisce a costruire le decisioni siede al tavolo, chi si limita a seguirle rischia di trovarsi nel menu”.
La Lectio ha inaugurato il Corso di Corporate Diplomacy di Spes Academy, dedicato alla formazione di competenze capaci di operare all’intersezione tra impresa, istituzioni, geopolitica e relazioni internazionali. Una prospettiva che assume particolare rilievo in un contesto nel quale le grandi imprese sono chiamate non soltanto a competere sui mercati, ma anche a interpretare scenari geopolitici, anticipare rischi e opportunità e costruire partnership strategiche. Il percorso si inserisce nel più ampio modello di Open Innovation della Fondazione Aises, fondato sull’integrazione tra formazione, ricerca, istituzioni, imprese e start-up e sulla trasformazione della conoscenza, attraverso il trasferimento tecnologico, in innovazione e valore. In questo ecosistema si colloca anche ConnectED Mind, start-up innovativa dedicata alla sicurezza cognitiva, nata con l’obiettivo di sviluppare, anche attraverso l’intelligenza artificiale, strumenti capaci di aumentare la capacità delle persone e delle organizzazioni di interpretare scenari complessi e supportare processi decisionali consapevoli. Il modello punta così a costruire una filiera che dalla formazione del capitale umano e dalla produzione di conoscenza conduca alla ricerca, al trasferimento tecnologico, all’innovazione e alla creazione di nuove capacità strategiche per il Sistema Paese.
—
economia
webinfo@adnkronos.com (Web Info)
Condividi questa notizia