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CALASETTA (SU) – Scritte offensive sui muri, lettere anonime e minacce rivolte anche alla moglie, alle figlie e ad altri familiari.
Il sindaco di Calasetta, Antonello Puggioni, è da mesi bersaglio di una serie di intimidazioni che hanno portato all’intervento delle forze dell’ordine e alla ferma presa di posizione della maggioranza consiliare. Il primo cittadino, però, non intende arretrare: «Andrò avanti, con ancora più forza e determinazione di prima!».
L’ultimo episodio risale a lunedì 12 ottobre, quando sulla parete di una villetta alla periferia del paese è comparsa la scritta «Sindaco mafioso».
Non è la prima volta che Puggioni viene preso di mira. Dallo scorso giugno, infatti, sono comparsi diversi messaggi ingiuriosi e intimidatori su muri e materassi, sia nel centro abitato sia nelle zone periferiche di Calasetta.
A rendere ancora più grave la vicenda sono le lettere anonime contenenti minacce non soltanto al sindaco, ma anche alla madre, al fratello, alla moglie e alle figlie, come denunciato dal gruppo di maggioranza consiliare attraverso un comunicato pubblicato sulla pagina ufficiale Facebook del Comune.
Secondo quanto riferito dai consiglieri, gli episodi sono stati segnalati alle forze dell’ordine e agli enti competenti. Sono in corso accertamenti per individuare gli autori delle intimidazioni.
Nel documento, intitolato «Calasetta non si piega alle intimidazioni», la maggioranza sostiene che le iniziative portate avanti dall’amministrazione possano aver provocato reazioni ostili. Si tratta di una valutazione politica espressa dai consiglieri, mentre restano da accertare le responsabilità e le motivazioni dei gesti denunciati.
Particolarmente decisa la risposta del sindaco Antonello Puggioni, che ha affidato allo stesso comunicato una dichiarazione sulla propria volontà di proseguire il mandato amministrativo.
«Ho preso un impegno preciso con la mia comunità: restituire Calasetta ai calasettani. E intendo mantenerlo fino in fondo. Non saranno quattro vigliacchi nascosti dietro una bomboletta spray o una lettera anonima a farmi cambiare strada».
Puggioni ha quindi condannato il coinvolgimento dei familiari nelle intimidazioni, ribadendo che le minacce non modificheranno il percorso intrapreso dall’amministrazione.
La maggioranza consiliare si è schierata compatta al suo fianco, sottolineando che il confronto politico, anche quando è acceso, non può trasformarsi in minacce, insulti e intimidazioni.
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente della Regione Sardegna, Alessandra Todde, che ha espresso solidarietà al primo cittadino e alla sua famiglia.
«Sono vicina al sindaco di Calasetta Antonello Puggioni e alla sua famiglia. Le minacce rivolte anche alla moglie e alle figlie fanno capire quanto queste intimidazioni entrino nella vita delle persone, dentro le loro case», ha dichiarato Todde.
La presidente ha richiamato tutte le forze politiche alla necessità di una posizione condivisa contro le intimidazioni agli amministratori, sottolineando che chi sceglie di impegnarsi per la propria comunità deve poter svolgere il mandato senza temere per la sicurezza personale e dei propri cari.
Solidarietà è arrivata anche dai sindaci dell’Unione dei Comuni del Sulcis, che hanno condannato gli episodi ed espresso fiducia nell’operato delle forze dell’ordine e dell’autorità giudiziaria, auspicando una rapida individuazione dei responsabili.
Il caso di Calasetta arriva a pochi giorni dalle minacce di morte denunciate dalla sindaca di Arborea, Manuela Pintus, un altro episodio che ha riportato all’attenzione pubblica la sicurezza degli amministratori locali in Sardegna.
A Calasetta, intanto, proseguono gli accertamenti sulle scritte e sulle lettere anonime. Il sindaco ha ribadito che continuerà il proprio lavoro, mentre resta da chiarire chi sia responsabile delle intimidazioni e quali motivazioni si nascondano dietro gli episodi denunciati.
