CAGLIARI (CA) – Una comunicazione sulla chiusura del Centro TAO dell’ospedale Brotzu, la preoccupazione di circa 300 pazienti e, poco dopo, la smentita della Direzione sanitaria. La vicenda che ha coinvolto il servizio di Terapia Anticoagulante Orale arriva ora in Consiglio regionale, con un’interrogazione urgente presentata da Alessandro Sorgia, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, che chiede di individuare i responsabili dell’invio delle email e chiarire come sia stato possibile utilizzare i canali istituzionali dell’ospedale.
L’allarme è nato da alcune comunicazioni indirizzate ai pazienti del Centro TAO, nelle quali veniva prospettata la cessazione dell’attività assistenziale a partire dal 16 novembre 2026. Una notizia particolarmente delicata per persone che necessitano di controlli periodici e di un monitoraggio costante della terapia anticoagulante.
La Direzione dell’ARNAS G. Brotzu è intervenuta per smentire la chiusura, precisando che il Centro TAO continuerà a funzionare regolarmente, senza trasferimenti o modifiche alle consuete modalità di accesso e assistenza.
L’Azienda ha spiegato che le comunicazioni erano riconducibili a informative non autorizzate, diffuse da referenti del servizio e non conformi alla programmazione aziendale. Dopo aver appreso dell’accaduto, la Direzione ha informato i pazienti interessati, invitandoli a continuare a rivolgersi normalmente alla struttura.
Una rassicurazione che chiarisce il futuro del servizio, ma che per Sorgia non esaurisce le questioni sollevate dall’episodio.
Il consigliere regionale chiede infatti di sapere chi abbia materialmente inviato le email, con quali autorizzazioni e attraverso quali procedure siano stati utilizzati gli indirizzi dei pazienti e i sistemi di comunicazione del reparto.
Nel suo intervento pubblico, Sorgia solleva anche il tema della protezione dei dati sanitari, domandando se l’accaduto possa essere collegato a un’iniziativa individuale, a problemi organizzativi oppure a una violazione dei sistemi informatici. Si tratta di interrogativi sui quali il consigliere chiede verifiche, non di circostanze già accertate.
L’interrogazione urgente affronta inoltre la questione degli eventuali provvedimenti adottati dall’Azienda: dalle verifiche interne alle possibili segnalazioni all’autorità giudiziaria e al Garante per la protezione dei dati personali, qualora ne ricorrano i presupposti.
«Chi è il responsabile?», domanda Sorgia, che sollecita una ricostruzione completa dell’accaduto e l’adozione di misure capaci di impedire il ripetersi di comunicazioni analoghe.
La preoccupazione riguarda soprattutto i pazienti. Ricevere una notizia che annuncia l’interruzione di un servizio sanitario essenziale, per poi apprendere che quella comunicazione non era autorizzata, può generare incertezza e timori sulla continuità delle cure.
Il Centro TAO del Brotzu resta dunque operativo, mentre l’iniziativa politica di Sorgia punta a chiarire le responsabilità dell’episodio e le garanzie previste per la corretta gestione delle comunicazioni e dei dati degli assistiti.
