Cose turche a fine anno per il Cagliari targato Kiliçsoy (ma anche Prati) che ha lavato con una preziosissima vittoria a Torino contro i granata (2-1) il flop casalingo del turno precedente con il Pisa. I rossoblù, per quanto incerottati, stavolta sono stati davvero bravi fino in fondo, giocando una partita di spessore e determinazione. Finalmente sono tornati a essere squadra quadrata, organizzata e capace di giocare senza timori e pronta a inseguire il risultato in ogni frangente e in ogni parte del campo.
Non era facile tenere testa al Torino reduce da due vittorie consecutive e in piena salute, ma i ragazzi di Pisacane lo hanno fatto. Lo hanno fatto nonostante ancora una volta abbiano avuto l’handicap di avere contro le decisioni arbitrali e un Var ostile. Il rigore negato a Idissi è cosa vergognosa, da autentica incapacità arbitrale. O malafede. Se quel rigore lo avessero negato, tanto per fare un esempio, alla Roma, giocatori nevrastenici e rissosi come Mancini e Cristante si sarebbero mangiati vivo l’arbitro. Non fosse arrivata comunque la vittoria, nel Cagliari ci sarebbe stato tanto rammarico e giramento di attributi.

Pisacane ha dovuto mischiare le carte e fare la conta per mettere su una formazione in grado di tenere testa agli avversari. L’infermeria rossoblù, oltre ai lungodegenti Belotti e Felici, ha dovuto rinunciare anche a Mina e Rodriguez influenzati, portando in panchina anche i mezzo acciaccati reduci da infortuni e mali di stagione come Obert ed l’esausto Esposito che finora non ha mai saltato una partita. Mister Pisacane ha dovuto fare di necessità virtù e gli è andata di lusso perché da due gare è stato costretto a mettere finalmente in campo da titolare il ventenne Semih Kiličsoy. Il giovanissimo turco è passato così da oggetto misterioso (ma non per colpa sua) a grande rivelazione di questo fine anno e di finale del girone d’andata. Prima il bel gol al Pisa, primo in rossoblù, adesso questo incredibile al Torino. I baby turco ha fatto tutto da solo: ha recuperato un pallone vagante nella propria metà campo e si è involato verso l’area avversaria saltando uno dopo l’altro sei avversari. Poi, appena dentro i sedici metri, ha fatto partire un micidiale rasoterra che è andato a infilarsi nell’angolino alla destra del portiere granata. Tutti in piedi e applausi a scena aperta per questa perla turca.
Ma non è stato solo il gol decisivo a impreziosire la partita del ragazzo. Sempre presente nel vivo del gioco, è retrocesso in fase difensiva ed è ripartito per fare il terminale della squadra. Per gli avversari un vero problema portargli via il pallone e contenderglielo fisicamente. Tracagnotto con baricentro basso, forte come una roccia, gambe agili e veloci, tecnicamente valido, bravo nel dribbling stretto, vede la porta e non esita a tirare quando ne ha occasione. Se dovesse confermarsi a questi livelli, forse il Cagliari potrebbe aver trovato l’attaccante che cercava, riscattare ad occhi chiusi. Il modo di giocare di Kilçsoy ricorda moltissimo un autentico re del gol come il tedesco Gerd Muller, a cui assomiglia molto fisicamente, ma anche un po’ al Boninsegna dei tempi che furono. Chi vivrà vedrà, Semih ha solo 20 anni e ha ampi margini di crescita. Lui e l’altro ventenne Esposito promettono di fare una gran bella coppia.

Ma col Torino è stata tutta la squadra a disputare una buona partita, pur con tutti i limiti individuali che non si possono nascondere e che non mancano di emergere. Il 2 gennaio riapre il mercato e la squadra rossoblù ha bisogno di alcuni elementi per colmare gravi vuoti in organico: uno per settore. In difesa occorre un centrale solido e di esperienza che dia sicurezza alla retroguardia. Su Yerry Mina non si può contare sempre, è pieno di acciacchi che ne limitano presenze e rendimento. Se è vero che Luperto è in partenza perché non c’è feeling con Pisacane, serve un altro difensore almeno al suo stesso livello. Nel centrocampo mancano un regista di tecnica e personalità che detti i tempi alla squadra e un uomo di prestanza fisica che gli sia di supporto. Prati e Adopo stanno deludendo le aspettative, serve qualcosa di più. Il discorso attacco è ancora più complesso, nonostante l’esplosione di Kiličsoy. Pisacane non ha esterni da schierare: Felici ha finito il campionato per infortunio e Luvumbo è sempre più fumo che arrosto. Non sarà facile trovarne almeno uno, qualcuno di quelli bravi ha lanciato l’idea di un ritorno di Oristanio. Potrebbe essere una valida soluzione, tutta però da confermare sul campo.
Intanto per i tifosi un fine anno finalmente di gioia dopo la delusione natalizia. Tanti saluti al 2025, che poi tanto male non è stato (la serie A mantenuta), e auguri che il nuovo anno sia per la società di Giulini- Fiori l’inizio di un nuovo corso. Sarà l’anno dell’inizio dei lavori per il nuovo stadio, questa è già una notizia. Non dispiacerebbe di certo un salto di qualità nelle ambizioni e per questo l’allestimento di una squadra che non faccia più soffrire i suoi fedelissimi tifosi.

Queste le parole di Fabio Pisacane a fine partita, riportate dal sito ufficiale del Cagliari Calcio.
LA GARA
“Siamo molto contenti per una vittoria importante in un campo difficile, dopo una settimana complicata che rende ancora più valorosa questa affermazione. La cosa più bella è stata la reazione allo svantaggio, che dopo avere iniziato bene la partita poteva essere una mazzata. Affrontavamo un Torino forte, ben allenato, che anche nella seconda parte ha messo dentro giocatori di alto livello, e siamo stati all’altezza. Mi piace guardare alla prestazione di diversi ragazzi che sin qui hanno giocato poco, penso a Kilicsoy e Mazzitelli, testimonianze di come ci sia un gruppo valido fatto da elementi sempre pronti. Luca sta facendo bene, avevo già detto che era pronto a darci una mano, poi quando poteva arrivare il suo momento si è fermato nuovamente, ma senza dubbio ha qualità ed esperienza che fanno al caso nostro. Oggi è un mattoncino in un cammino lungo, ci prendiamo tante note positive ma non tralasciamo alcune cose che non hanno funzionato e che vanno migliorate, come la gestione di alcune transizioni al cospetto di un Torino che sapevamo ci avrebbe messo in difficoltà. A volte ci siamo fatti trovare sguarniti, così come nel finale potevamo gestire meglio alcune situazioni”.
GRUPPO SOLIDO
“Oggi davanti avevo alcune opportunità, in alcuni reparti c’era più scelta e in altri meno a causa delle defezioni, ma io non mi fascio mai la testa e lavoro con quello che il momento ci mette a disposizione, visto che in una stagione può succedere di vedere l’organico ridotto dagli infortuni. Sono contento perché la squadra dimostra ancora una volta di non uscire mai dalla partita, di essere sul pezzo, anche dopo una settimana difficile e dopo una partita dove avevamo lasciato due punti in casa allo scadere. Sono felice perché il gruppo porta avanti un’idea costruita nei mesi, la propria identità, questo è quello che gratifica maggiormente un allenatore”.
LAVORARE ANCHE NELLE DIFFICOLTÀ
“Quando tutto sembra non andare per il verso giusto io penso che ci sia solo da lavorare, senza demoralizzarsi per le difficoltà che una stagione lunga ti pone davanti, come per esempio tanti infortuni in serie. Il gol di Kilicsoy? Al netto della rete, che è importante ma non è l’unica cosa da guardare, Semih ha legato il gioco, ha aiutato la squadra, ha lavorato con gli altri, poi sicuramente ha colpi nello stretto davvero di altissimo livello, io da allenatore devo analizzare tutto nel complesso ed è per questo che magari nelle scorse settimane non era stato chiamato in causa con continuità. Oggi Semih riesce a operare nel nostro sistema, portando valore aggiunto, e siamo felici di questo”.
NESSUNA ESALTAZIONE
“Io sin da inizio stagione mi sono promesso di non commentare episodi arbitrali, e oggi faccio lo stesso (riferimento all’episodio di inizio gara col contatto tra Paleari e Idrissi, ndr). Mi ha infastidito soltanto la poca disponibilità a collaborare nell’arco dei novanta minuti, soltanto questo mi sento di dire sulla direzione di gara. Mi concentro su ciò che la squadra sta facendo, i complimenti che raccoglie ogni settimane, e sul percorso che è ancora molto lungo perché i ragazzi sanno che nel calcio tutto può cambiare in positivo o in negativo da una gara all’altra. Oggi ci godiamo la quarta vittoria del campionato, la seconda in trasferta in 17 gare, ma da domani si penserà subito al Milan”.
LE ASSENZE
“Non amo gli alibi, sono la ricetta per spiegare quando perdi e non mi appartengono. Se avessimo perso non avrei certo chiamato in causa gli assenti, preferisco concentrarmi sul lavoro, sull’operato dei ragazzi, mio e dello staff. Esposito fuori? Scelta tecnica, normale, perché aveva sin qui giocato quasi sempre dal 1′ e col Pisa anche dopo una settimana dove non aveva lavorato al meglio; oggi abbiamo gestito il suo minutaggio ma c’era anche una decisione tecnica alla base del suo partire dalla panchina. Idrissi? Riyad sta crescendo, lo conosco bene, non deve esaltarsi ma guardare avanti, lui come altri ragazzi fa parte del gruppo e ha qualità importanti che deve affinare”.
SECONDO GOL CONSECUTIVO DI SEMIH
“Quello che fa in campo stretto, in allenamento in particolare, è roba da circo. Poi il campo da calcio è grande, lui ha qualità enormi ma viene da un calcio come quello turco dove giocava in una grande squadra che ha per l’80% la palla e gioca quindi in modo diverso. Ha avuto problemi di adattamento, ma è normale quando parliamo di un ragazzo giovanissimo alla prima esperienza in Italia. Siamo contentissimi per lui, sappiamo quanto aspettasse questo momento e quanto abbia lavorato insieme ai compagni, si merita questa soddisfazione come quella della settimana scorsa”.
PALESTRA PROTAGONISTA COL CAGLIARI
“È un patrimonio del calcio italiano. Ha gamba, sa usare entrambi i piedi con scioltezza, mi colpì da subito la sua personalità palla al piede sin dai tempi della Primavera. Balza all’occhio il fatto che non sai mai in che direzione andrà quando ti punta, crossa col destro e col sinistro, ha voglia di migliorare. Sicuramente può crescere, e per il suo bene bisogna fargli notare anche cosa non va per il verso giusto, come per esempio nelle ultime due gare non mi ha soddisfatto pienamente nelle due fasi. Non ho avuto paura di lanciarlo subito da titolare, non ho paura di perderlo, non entro poi in altre dinamiche che non mi competono. Mi auguro che possa rimanere a Cagliari almeno sino a giugno, ma di calciomercato non parlo, men che meno oggi a caldo e dopo una vittoria. Sono considerazioni che si fanno in altre sedi, il Club è attento a ogni situazione e lavoriamo tutti di concerto per prendere le decisioni che fanno al caso nostro”.

