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Sotto le stelle di Margherita Hack, dodici ragazze sognano il firmamento della moda

Federica Simbula vincitrice 43ma edizione

Prima della passerella ci sono gli specchi, le ultime prove e la concentrazione necessaria per trovare il movimento giusto. Le ragazze ripetono le piroette, controllano il portamento, provano a dominare i tacchi vertiginosi mentre i capelli seguono ogni giravolta. Intorno, il ritmo concitato dei preparativi: il trucco da completare, le acconciature da sistemare, gli abiti da indossare. È il dietro le quinte di The Look of the Year Italia 2026, dove le dodici finaliste si preparano ad affrontare il pubblico e una passerella che può aprire loro nuove opportunità nel mondo della moda.

La finale si è svolta sabato 10 ottobre, in piazza Margherita Hack a Villasimius. Una piazza dedicata alla scienziata che ha studiato le stelle, mentre sul palco sfilano ragazze che sognano di raggiungere quelle della moda: Cindy Crawford, Linda Evangelista, Gisele Bündchen, Stephanie Seymour, Inés Sastre, Vanessa Incontrada, Nina Moric e Natasha Stefanenko sono tra i nomi che il concorso associa ai percorsi professionali iniziati proprio da questa esperienza.

Le prove, poi la passerella

La giornata era cominciata lontano dagli occhi del pubblico, con le valutazioni fatte dagli addetti ai lavori e da una giuria composta esclusivamente da professionisti del settore moda. Per le dodici finaliste, provenienti da diverse località italiane, ogni dettaglio aveva la sua importanza: imparare i tempi della sfilata, coordinare i movimenti, trovare sicurezza sui tacchi e valorizzare gli abiti assegnati. Tra trucco, acconciature, cambi d’abito e ultime indicazioni, il backstage è diventato il luogo in cui l’emozione ha dovuto lasciare spazio alla concentrazione. La passerella richiede infatti molto più di una presenza scenica: postura, equilibrio, capacità di muoversi con naturalezza e attenzione al modo in cui un abito cade e accompagna il corpo.

La sera, alle 21, la piazza si è trasformata nel palcoscenico della finale nazionale, presentata dalla giornalista Leyla Manunza. Le dodici candidate hanno sfilato davanti al pubblico indossando abiti e gioielli delle professioniste sarde coinvolte nell’evento. Una passerella che ha messo insieme la ricerca sartoriale, la creatività contemporanea e materiali e tecniche legati alla storia dell’Isola.

Federica Simbula conquista il titolo

Vincitrici del contest
Le vincitrici del contest The Look of the Year 2026

Il titolo assoluto di The Look of the Year Italia 2026 è stato assegnato a Federica Simbula. Accanto a lei, altre cinque concorrenti hanno conquistato le fasce speciali: Emily Sofie Roberti per Style, Sofia Botton per Beauty, Clara Clementi per Hair, Caterina Milo per Personality e Yaroslava Derkach per Gold.

Per tutte e sei le vincitrici il percorso proseguirà alla finale internazionale di Montecarlo, dove si confronteranno con concorrenti provenienti da oltre venti Paesi. La vittoria a Villasimius rappresenta quindi una tappa importante, ma non la conclusione dell’esperienza: ora si apre la possibilità di misurarsi con una platea internazionale e con le opportunità offerte dal mondo della moda.

Nato nel 1983 e giunto alla 43° edizione, The Look of the Year si presenta come un concorso internazionale dedicato alla ricerca e alla valorizzazione di nuovi volti. Nelle comunicazioni legate alla manifestazione viene indicato che circa l’80% dei modelli partecipanti diventa professionista entro due anni dalla conclusione del percorso. Un dato attribuito all’organizzazione che restituisce l’ambizione del progetto: fare della passerella non soltanto una competizione, ma un possibile punto di partenza professionale.

Su coccu, un portafortuna per le vincitrici

Tra i momenti legati alle premiazioni, un dono ha portato sul palco un simbolo della tradizione sarda. Le vincitrici hanno ricevuto su coccu, il piccolo monile che in passato veniva utilizzato come portafortuna, realizzato dall’artista Davide Simula per La Corallina di Alghero. Non un semplice ricordo della serata, ma un oggetto che richiama una tradizione dell’Isola e accompagna le ragazze verso la prossima tappa del concorso. Per Federica Simbula, vincitrice assoluta, è prevista una collana con lo stesso coccu, un riconoscimento speciale che lega la sua vittoria all’artigianato e alla memoria culturale sarda.

La creatività sarda in passerella

La serata ha dato spazio anche a sette professioniste dell’Isola: Irene Piccinnu, Barbara Dalu, Marinella Porru, Bettina Tola, Rosalba Piras, Gianfranca Dettori e Laura Bianco. Le loro creazioni hanno accompagnato le finaliste, offrendo al pubblico un panorama di linguaggi diversi, dall’alta sartoria alla gioielleria, fino alla reinterpretazione di antichi saperi artigianali.

Gli abiti di Irene Piccinnu, stilista di Olbia, nascono dall’incontro tra tessuto, xilografia e dee madri. Barbara Dalu, di Siniscola, lavora sulle forme della sartoria, con una ricerca che accosta le radici sarde all’eleganza pin-up retrò. Marinella Porru con le sue Preziose Creazioni, di Iglesias, e Bettina Tola con Sa Mariposa, di Villamassargia, uniscono abiti moderni e gioielli scultorei, mentre Rosalba Piras con R di Rosalba, di San Vero Milis, porta nel mondo degli accessori l’intreccio tradizionale, il giunco e i tessuti sardi. Particolare anche il progetto di Gianfranca Dettori, di Sennori, che attraverso Filos trasforma il filindeu, la pasta sottilissima della tradizione sarda, in gioielli, resinandola per renderla resistente nel tempo. Laura Bianco, orafa di Aggius, recupera invece antichi monili della tradizione aggese e gallurese, ricostruendone forme e storia e reinterpretandoli per il presente con la collezione Memorie.

La presenza delle sette professioniste si inserisce in un percorso avviato negli anni precedenti da Luisa Cardinale, che ha lavorato per portare la creatività sarda sulle passerelle internazionali, richiamando anche il filo rosso artistico di Maria Lai e materiali come filindeu, filigrana, intreccio, fili di paglia, macramè e scialli. Questa edizione assume così anche il significato di un passaggio di testimone: le stiliste che hanno già partecipato alle esperienze internazionali accompagnano le nuove finaliste, mentre tre di loro saranno selezionate per rappresentare la creatività sarda alla finale mondiale. «È nato un progetto meraviglioso con delle grandi artiste che sono diventate amiche e che abbiamo portato nel mondo», ha raccontato Cardinale al termine della serata. «Io ho il piacere di vivere in Sardegna da 12 anni, e di portare la Sardegna nel mondo perché ce l’ho nel cuore e sono felice di questo».

Un evento internazionale per Villasimius

La scelta di Villasimius come sede della finale è stata accolta con soddisfazione anche dall’amministrazione comunale. Il sindaco ha ringraziato The Look of the Year per aver scelto il paese, sottolineando il valore dell’appuntamento per le giovani concorrenti e per le professioniste sarde. «Questo è un evento internazionale ed è una grande occasione per le ragazze e soprattutto per le nostre stiliste, di portare le nostre capacità all’estero. Questa è una data importante non solo per Villasimius ma per la Sardegna in generale», ha dichiarato, augurando alla vincitrice e alle altre concorrenti fortuna e gioia per il futuro.

La finale ha così riunito due dimensioni: da una parte le aspirazioni delle giovani che cercano un ingresso nel mondo del modeling, dall’altra le competenze creative di chi realizza abiti, gioielli e accessori. Per le sei vincitrici, la prossima tappa sarà Montecarlo; per le professioniste sarde, la possibilità di continuare a portare il proprio lavoro oltre i confini dell’Isola.

Sotto le stelle evocate dal nome della piazza, la passerella di Villasimius ha raccontato non soltanto il sogno della moda, ma anche la volontà di una Sardegna creativa di farsi conoscere nel mondo.

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