Dire che è stata una prestazione umiliante, è fin troppo generoso. Quella del Cagliari a Genova (3 a 0 per i liguri) può tranquillamente annoverarsi fra le partite da dimenticare. O forse no, forse meglio da ricordare a lungo. Facendo magari tesoro della moltitudine di errori commessi. Una possibilità che invece la squadra di Pisacane non sembra volersi mettere in testa dato che continua a sbagliare, giocatori e allenatore, senza aver imparato la lezione di cocenti sconfitte. Con il mediocre Genoa, che stava tre punti sotto e che ora è allo stesso punteggio, il Cagliari ha fatto vedere il peggio di se stesso. Già altre volte in questo campionato aveva sbagliato in misura clamorosa la partita, regalando punti preziosi alle squadre avversarie.
Sant’Elia Caprile non fa più i miracoli
Pesano sempre la mancanza di qualità, d capacità di interpretazione delle partite, la continuità e di personalità. Se mancano i giocatori carismatici (Mina, Deiola, Belotti, Folorunsho), gli altri si perdono e naufragano davanti a qualunque avversario, anche i più deboli. E’ una gruppo molto giovane e chi è appena più avanti nell’età, non è in grado di prendere le redini della squadra per mancanza di personalità. Sono lacune di base che emergono ripetutamente, cancellando le buone prestazioni che seppur a ciclo alterno la squadra è stata capace di fornire. Contro il Genoa, altra partita in cui vittoria o sconfitta contano il doppio, Il Cagliari come al solito non ha iniziato con la giusta concentrazione e determinazione, andando sotto già nelle fasi iniziali di gara. Sempre per errori marchiani individuali e di reparto. Però spesso è stata in grado di recuperare e raddrizzare il risultato con secondi tempi di coraggio e orgoglio. Come accaduto anche nel turno precedente in casa della Cremonese. Ma col Genoa il disastro è stato totale ed è maturata una sconfitta umiliante. Impossibile trovare fra i giocatori scesi in campo, titolari e subentrati, un voto sufficiente. C’è andato vicino forse il solo Palestra, per il resto le insufficienze gravi (voto fra 4 e 5) si sono sprecate.
L’allenatore Pisacane non è immune da responsabilità
Non si è salvato neppure l’allenatore Pisacane, che continua a cambiare formazione e modulo, togliendo certezze e continuità alla squadra. L’allenatore alla fine ha salvato dalle critiche i propri giocatori, che a sua detta avrebbero fatto la partita che dovevano fare. Affermazione che ha lasciato di stucco un po’ tutti, ma giustificata dal dovere da parte del responsabile tecnico della squadra di non mortificare pubblicamente i propri giocatori mettendoli sul banco degli imputati. Di questo Cagliari di Genova non è piaciuto proprio niente, non si intravvede una sola nota positiva. Intanto il calcio mercato, aperto già da una decina di giorni, è fermo. Si sa benissimo cosa serve (un difensore centrale di piede destro, due centrocampisti e possibilmente un attaccante con il vizio del gol), ma sembra non esserci fretta. Forse è giusto così per evitare che arrivino altri Coman come lo scorso anno a gennaio, ma prima si interviene è meglio è. Per la classifica e la lotta per non retrocedere.

