
Tradizione rispettata, mai un Natale felice per i tifosi del Cagliari. Mai una vittoria sotto l’albero. Quella col Pisa che doveva essere una partita spareggio da vincere a tutti i costi, si è rivelata un’altra occasione persa per scalare la classifica e raggiungere posizioni più tranquille. Pisacane lo aveva detto e chiesto alla sua squadra: bisogna vincerla a tutti i costi, anche giocando male. Invece il Cagliari ha sì giocato male, ma non ha vinto. I rossoblù hanno regalato due punti agli avversari, regalando loro il pareggio a una decina di minuti dalla fine con una dissennata gestione del pallone in attacco. È stata fatta calciare a Deiola (ma perché a lui che ha piedi ruvidi e spartani) una punizione dal limite che sarebbe stata buona occasione per mettere il risultato al sicuro; poi Esposito ha sbagliato tutto col pallone e lo ha regalato agli avversari con una giocata scriteriata quando sarebbe stato intelligente gestire il pallone e non farsi prendere dalla frenesia. Giocatori capaci di leggere e interpretare il momento della partita non avrebbero dovuto prestare il fianco agli avversari con giocate stolte e compromettere così il risultato fino a quel momento a favore.

Il Cagliari continua a sbagliare le partite che contano e a regalare punti alle concorrenti dirette. Indice di una evidente mancanza di personalità e di uomini guida in campo. Oltre che di qualità. Contro il Pisa, sono stati pochi i cagliaritani a salvare la faccia, esclusi Caprile, Rodriguez, Kiliçsoy e Florunsho finché è rimasto in campo e autore dell’1-1. Mina, Obert, Adopo, ed Esposito, con l’ultimo accreditato di essere elemento capace di imporre la tecnica individuale, sono stati stavolta su livelli insufficienti, con il giovane napoletano che ha in particolare sulla coscienza il pareggio del 2-2 dei pisani. Il Cagliari è entrato in campo visibilmente contratto, con ansia da risultato in tutta la squadra.

Il Cagliari per tutto il primo tempo ha cercato di imporre il suo gioco e proporsi in avanti, ma pur tenendo l’iniziativa non è mai riuscito a rendersi pericoloso nell’area pisana. Al contrario sono stati gli ospiti e rendersi a creare grattacapi alla difesa rossoblù, apparsa incerta e invulnerabile, per quanto mal protetta da un centrocampo senza arte né parte, in particolare sulla direttrice centrale. Non ha fatto meglio sulla fascia sinistra, dove Obert è apparso in giornata decisamente negativa tanto da essere sostituito a inizio ripresa. Così pure Mina, fuori condizione e di una lentezza inusuale sugli spazi e nell’impostazione del gioco dal basso. È nel complesso che è mancata la squadra, forse perché sono stati in molti a stonare nel coro. Pisacane nel dopo partita non ha nascosto la delusione. «Nelle ultime tre partite in casa abbiamo gettato al vento quattro punti – ha lamentato l’allenatore del Cagliari -, dobbiamo mettere maggiore attenzione e più furbizia. È stato da parte nostra un primo tempo sottotono. Soffrivamo i loro calci da fermo e anche la loro profondità perché il nostro centrocampo non faceva filtro. Nel secondo tempo siamo andati meglio e abbiamo ribaltato il risultato. Però alla fine abbiamo commesso gravi errori di ingenuità: giocate individuali affrettate, ripartenze in cui avremmo potuto fare molto meglio essendo in vantaggio numerico sugli avversari sbilanciati in avanti. Invece abbiamo sbagliato più volte. Sono situazioni che vanno esaminate e correte. Forse non siamo ancora pronti nella gestione delle fasi di gioco».

Infine, le note positive dei due “ragazzini”, entrambi ventenni: la conferma Rodriguez che ha spodestato Luperto e l’esordiente da titolare Kiliçsoy. «Rodriguez è forte e anche oggi lo ha dimostrato. Ho fatto con lui una scelta tecnica da affiancare a Mina. Kiliçsoy andava aspettato, l’ho sempre detto. Oggi ho ritenuto che fosse giunto il momento e il ragazzo non mi ha deluso». I due ventenni sono stati l’unica nota lieta di questo Cagliari, per il resto una nuova delusione nel momento in cui serviva dimostrare di essere in grado di uscire dai bassi fondi della classifica. Mancano due settimane alla riapertura del calcio mercato. Sarà il caso che la società di Giulini-Fiori si dia una mossa e si faccia trovare pronta a rimediare alle falle ben note esistenti nell’organico rossoblù. Difesa, centrocampo e attacco hanno bisogno come il pane di un rinforzo ciascuno, ma non di seconda linea aspettando i saldi. Intanto, sereno Natale a tutti.

