
Con fatica e qualche apprensione di troppo, il Cagliari esce vittorioso dalla sua prima partita ufficiale della stagione 2025-26. Lo fa alla Unipol Domus passando il primo turno di Coppa Italia contro la Virtus Entella neo promossa in serie B. E’ finita ai rigori 6-5 per la squadra di Fabio Pisacane e quindi va bene quel che finisce bene, ma va subito detto che dai rossoblù ci si aspettava di più. Sia nel risultato che a livello di squadra.

A una settimana dall’avvio del campionato – che è quello che in definitiva conta -, il Cagliari non ha convinto. Il cantiere è ancora aperto e Pisacane ha ancora tanto da lavorare per mettere a punto una macchina competitiva per le sfide che l’attendono nella massima serie di calcio italiana. La partita di coppa con l’Entella ha confermato che la squadra rossoblù è pienamente affidabile nel settore d’attacco, dove mai come quest’anno ci sono valide alternative di ottimo livello. Piccoli non sarà più solo a reggere il peso dell’attacco, avrà validi partner in Esposito, Kilicsoy e Luvumbo (se diventerà più concreto e meno fumoso), con Gaetano trequartista di ispirazione e conclusione. Anche il centrocampo sembra nel complesso completo e di buon livello, anche se Prati continua a rimanere un’incognita sulle capacità di assumere il ruolo di regista e metronomo della squadra.
Le note dolenti arrivano dalla difesa per le note lacune sulle fasce e la mancanza di un terzo difensore centrale di piede destro che con Mina e Luperto completi il reparto. La fascia sinistra è completamente sguarnita e se serviva una ulteriore prova che Obert e Idissi non possono essere i titolari di quella porzione di campo, la conferma c’è stata per intero. La società, che tanto bene ha fatto in questo calcio mercato, deve completare l’opera. Possibilmente senza attendere i minuti di fine operazioni di compravendita.
Anche Pisacane dovrebbe cominciare a chiudere il cerchio e puntare su un modulo base che dia fisionomia alla squadra. Se è pur vero che col calcio moderno si deve essere in grado di passare da uno schema all’altro senza creare scompensi, è anche vero che la squadra deve avere una propria specifica identità. E il tempo stringe. Anche nell’ sviluppo del gioco è sorta qualche perplessità.
Il mister aveva annunciato nella sua prima conferenza stampa che la sua squadra avrebbe eliminato in fase di impostazione, come idea di base, i passaggi all’indietro e orizzontali per cercare sempre la verticalizzazione. Con l’Entella questo non si è visto e i fraseggi davanti all’area di Caprile sono ripresi in dose massiccia. Lo stesso allenatore ha affermato negli spogliatoi che è finito il tempo degli esperimenti, ma poi ti ritrovi Deiola braccetto di destra e la fascia sinistra in cerca di padrone. D’accordo, lì mancano i potenziali titolari e le soluzioni adottate finora sono solo un tampone temporaneo (si spera).
La partita con l’Entella è stata davvero bruttina e le note positive, oltre allo stentato passaggio del turno di Coppa, sono solo quelle della conferma che Piccoli serve al Cagliari come il pane e che i nuovi acquisti Foloruncho, Esposito e Kilicsoy sono giocatori di valore ed acquisti azzeccati. Per il resto tutti rimandati ai prossimi esami di campionato, allenatore compreso. La fiducia è comunque tanta.
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