
Il miracolo non c’è stato e il Cagliari, come era prevedibile, esce con le pive nel sacco dalla trasferta di Torno con la Juventus. Il 2-1 per i bianconeri è un risultato obiettivamente giusto, la Vecchia Signora ha svolto il suo compitino di squadra tecnicamente più forte e i rossoblù non sono riusciti a controbattere fino a incidere sull’esito della partita. Ci hanno anche provato approfittando delle smagliature bianconere, ma oltre le buone intenzioni non sono riusciti ad andare. Si può sicuramente dire che entrambe le squadre hanno mostrato i noti problemi e sono tutt’altra cosa rispetto a ciò che vorrebbero i rispettivi tifosi.
Il Cagliari non vince da oltre due mesi: la classifica dopo le prime cinque giornate che lasciavano ben sperare su un campionato tranquillo, adesso dice che la squadra di Pisacane si è come afflosciata e naviga in acque pericolose.
Finita l’adrenalina iniziale che ha mascherato le falle di un organico debole e incompleto, sono riemerse vecchie e nuove lacune. In difesa, a centrocampo e in attacco.

Diversi giocatori stanno deludendo le aspettative, anche l’allenatore ci sta mettendo del suo con decisioni non sempre coerenti e con una impostazione tecnico-tattica della squadra che era stata annunciata diversa.
Pisacane aveva, al suo arrivo, assicurato che la sua squadra ci avrebbe provato contro qualunque avversario, che la partita se la sarebbe giocata pensando di poterla vincere, che il coraggio di attaccare non sarebbe mi mancato. La realtà dice che così nn è.

Contro la Juventus, i rossoblù hanno comunque avuto il merito di rimanere in partita fino all’ultimo, di non lasciarsi travolgere dopo essere passati dall’improvviso vantaggio all’immediato pareggio dei bianconeri mentre Deiola e compagni stavano ancora festeggiando mentalmente il gol di Esposito. Poi, nel recupero del primo tempo, la difesa cagliaritana si è fatta infilare ancora una volta.
C’era tutto il secondo tempo per recuperare, ma i valori in campo hanno fatto la differenza e permesso ai bianconeri di condurre in porto la vittoria.
Nel Cagliari – come ammesso da mister Pisacane nel dopo partita – si sono viste cose buone e altre meno. Come sempre, del resto, negli ultimi due mesi. Dal pronto
ristabilimento di Caprile dopo l’incidente con il Genoa e dalla prova sontuosa di Palestra, si passa alle debolezza della difesa, all’involuzione di Adopo rispetto allo scorso campionato, alla profonda delusione di Folorunsho che galleggia fra mediocrità e sufficienza risicata, alle difficoltà realizzatrici degli attaccanti.
Ma ci sono anche le incongruenze di Fabio Pisacane che, al di là della inadeguatezza dell’organico di cui dispone, stenta a trovare una formazione tipo e a recuperare giocatori come Prati e
Gaetano, la cui mancata valorizzazione e utilizzo sono costati a fine campionato scorso la panchina a Davide Nicola. Il mister rossoblù non sembra avere idee molto lineari, ma ha diverse attenuanti. Che però non devono e non possono essere la giustificazione di un andamento complessivamente insoddisfacente della squadra.

