Marco Palestra, autore dell’1-0 e migliore in campo
Il Cagliari fa viola la Fiorentina in casa sua e traccia un solco con la zona bassa della classifica, guadagnando una posizione che, al momento, le consente di guardare dall’alto in basso numerose squadre concorrenti. Come contro la Juventus nel precedente turno alla Unipol Domus, il possesso palla va agli avversari e i tre punti partita al Cagliari. La brigata rossoblù dell’ammiraglio Pisacane ha sbancato Firenze per 2 reti a 1 con una prova di grande orgoglio e sacrificio, soffrendo abbastanza gli avversari – in realtà più fumo che arrosto- , alla fine recriminando perfino di non essere riuscita a mettere al sicuro il risultato prima della fine e non rischiare la beffa degli ultimi istanti concitati.
Sebastiano Esposito, partita di grande sacrificio
Sul risultato di 2 a 1, la Fiorentina ha avuto qualche occasione per pareggiare i conti dopo aver accorciato le distanze, ma anche il Cagliari ha avuto un’occasione d’oro per fare il terzo gol a una ventina di minuti dal termine dell’incontro e a quel punto la partita sarebbe stata chiusa. Tutto è bene quel che finisce bene (per i rossoblù) e, soprattutto, è un bene che i Pisacane Boys abbiano capito la lezione della umiliante sconfitta di Genova e contro Juventus e Fiorentina abbiano tirato fuori attributi e forza del gruppo. Anche contro i viola, il tecnico cagliaritano ha impostato la gara sulla difensiva, con il blocco basso della squadra e lasciando il pallino del gioco agli avversari per tentare le ripartenze in contropiede. Il pullman schierato davanti alla porta di Caprile si è rivelato un fortino inespugnabile, con sant’Elia come sempre determinate, ma anche Mina e Luperto tornati ad essere baluardi insormontabili. Pisacane le ha azzeccate tutte, soprattutto nel preparare mentalmente la partita. I suoi ragazzi sono entrati in campo concentratissimi, rispettando quanto era stato preparato in settimana.
mister Fabio Pisacane
A fine partita, il mister è stato onestissimo: «Con quello di cui dispongo – ha detto in sintesi -, contro le grandi squadre dobbiamo giocare in questo modo. Con le altre ci possiamo permettere di fare noi la partita. Magari tirando in porta decine di volte, ma senza segnare. A questo punto preferisco fare punti perché è con i punti che si fa la classifica». Discorso che non fa una grinza, di un pragmatismo assoluto. Detto della difesa, schierata a tre con centrale destro Ze Pedro (anche lui molto bravo e autore di un preziosismo spettacolare nel lanciare Palestra in occasione del primo gol), elogi anche per il centrocampo con Gaetano per la seconda volta schierato come play basso. Non è il suo ruolo solito, ma si è calato molto bene nella parte e non è detto che Pisacane non insista su di lui in attesa che arrivi un regista vero. O magari per tutto il resto del campionato se la società riuscirà a farsi sfuggire l’occasione di prendere al calcio mercato, che ha ancora dieci giorni di attività, il bravo Nicolussi Caviglia, una certezza per l’oggi e un investimento per il futuro.

Bocciato definitivamente Prati, che in due anni non è riuscito a farsi valere nonostante la fiducia che gli sia stata data. Al fianco di Gaetano hanno operato il manovale Mazzitelli, venuto fuori alla distanza dopo un inizio di gara abbastanza incerto, e il tentacolo Adopo, ammirevole per l’impegno e per la presenza dove serve, ma spesso lezioso nel gestire il pallone. Ne conquista tanti, ma poi molti li perde con giocate e passaggi sbagliati. Bravi anche gli esterni di centrocampo, ma un discorso a parte lo merita Marcolino Palestra, di gran lunga il migliore in campo. È un’ira di dio, un giocatore straordinario con un futuro ad altissimi livelli nazionali e internazionali. Peccato solo che a giugno se ne torni all’Atalanta, per essere poi venduto a cifre che si preannunciano esorbitanti. In attacco, da apprezzare il grande sacrificio di Esposito, chiamato da Pisacane a un dispendioso ruolo di tuttocampista per tamponare ogni falla che si apriva nei reparti. Ne risente inevitabilmente il suo compito di mezza punta, con saltuaria presenza in zona gol. Tuttavia, è anche merito suo il gol di Palestra, servito deliziosamente proprio da Esposito nel veloce contropiede avviato sulla sinistra da Obert: tre passaggi e gol. Classica dimostrazione di contropiede perfetto.

Che dire poi di Kiliçsoy? Continua a stupire e a segnare. Difficile da controllare, fa della sua forza il baricentro basso, l’agilità delle gambe e una ottima tecnica di base. Con lui, il Cagliari potrebbe aver fatto bingo. Rimane il problema di una sua alternativa valida come prima punta. Borrelli ha tanta buona volontà, ma lì si ferma. La sua carriera è sempre stata nelle serie inferiori e si vede. La squadra ha bisogno di altro in attesa che rientri il gallo Belotti.

Adesso al Cagliari spettano due partite casalinghe decisamente alla sua portata: il fanalino di coda Verona e il terzultimo Lecce. Con sei punti, i rossoblù metterebbero decisamente il capello sulla salvezza, togliendosi nel proseguo del campionato tante soddisfazioni. Ma attenzione ai cali di tensione. Già altre volte hanno deluso nei momenti apparentemente meno difficili, partite come quelle con il Pisa e il Genoa i tifosi non vorrebbero vederne mai più.

