25 Settembre 2026
Desario risponde alle accuse di Salvini: “Nessuna fake news sui carburanti, l’Adnkronos fa informazione corretta”

Contenuto fornito dall’agenzia Adnkronos e pubblicato nell’ambito degli accordi di fornitura editoriale.

(Adnkronos) – Matteo Salvini, leader della Lega e vicepremier del governo, oggi pubblica un video in cui attacca i giornalisti che mercoledì, secondo lui, avrebbero diffuso una fake news rispetto a un suo intervento, non proprio esemplare dal punto di vista dialettico, sul tema del caro carburanti nel quale dice testualmente: “È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia, né il costo per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi o ti rassegni o ti attrezzi”. Salvini sostiene che si riferiva al governo e che invece l’interpretazione che è passata è che si riferisse ai cittadini. Salvini nel video si guarda bene dal citare Adnkronos. Ma qualcuno dei suoi collaboratori inserisce nella clip uno screenshot del profilo X dell’Adnkronos con la scritta “Fake news”. 

Al giorno d’oggi anche un bambino conosce il significato di fake news: non solo una notizia falsa, ma creata appositamente per fuorviare il lettore. 

Ora, per dovere di cronaca, l’Adnkronos ha pubblicato alla lettera le parole del leghista senza dire a chi fossero rivolte. Solo e soltanto le parole del ministro dei Trasporti. E anche lo sbobinato dell’intervento, che lo stesso Salvini allega a riprova nei suoi post, non lo chiarisce. Tant’è che ci sono decine di commenti di utenti che rimarcano proprio la poca chiarezza. Quello, poi, che si scatena sui social non dipende dai noi ma – ormai dovrebbe averlo capito chiunque – da un messaggio originariamente non chiaro. 

E allora: invece di prendersela con giornalisti che fanno il loro dovere, Salvini forse avrebbe fatto meglio a verificare l’operato dei suoi esperti di comunicazione. Che avrebbero potuto precisare meglio il suo messaggio nell’immediatezza (e non quasi due giorni dopo) per evitare qualsiasi fraintendimento. E sempre i suoi esperti di comunicazione avrebbero dovuto evitare di accostare l’espressione “fake news” allo screenshot dell’Adnkronos. 

Perché i lettori possano approfondire riportiamo di seguito lo sbobinato dell’intervento postato da Matteo Salvini: 

“Due conflitti sono un enorme problema e temo che non ci sia, non ci sia una soluzione in vista a breve. Motivo per cui uno deve prepararsi, adeguarsi.
Anche per affrontare i due temi, riparto dallo straordinario Gianni Letta, legati denatalità e crescita.
È chiaro che a breve non caleranno né il costo del carburante, né il costo dell’energia, né il costo per le imprese, né il costo per le famiglie. Quindi o ti rassegni, o ti attrezzi, o ti prepari.
C’è il dibattito abbastanza formale, non sostanziale, di queste ore, di questi giorni, sullo zero virgola. Oggi c’era il ministro Giorgetti in Aula alla Camera, attaccato dalle opposizioni per quel 3,1, e c’è il dibattito: scostamento sì, scostamento no.
Il 3,1, come lo scostamento, non è un fine, ma è un mezzo. Un mezzo per fare cosa?
Vedo che fra gli sponsor c’è, ad esempio, il Gruppo Ferrovie dello Stato. Il Gruppo Ferrovie dello Stato negli ultimi anni ha avuto un crescendo costante di investimenti e di fatturato messo a terra, che mi sono segnato per non sbagliare il centesimo, perché ovviamente se io sbaglio un centesimo poi diventa un problema.
Giusto per darvi l’idea della traiettoria crescente, come se ci fosse una lavagna alle mie spalle, questo riguarda il mondo che poi arriva in Italia.
Nonostante i problemi, uscendo dal Covid, siamo passati dai 9 miliardi di investimenti del 2022 ai 16 miliardi del 2023, ai 17 miliardi e mezzo del 2024, ai 18 miliardi e 3 del 2025, ai 10 miliardi e 2 del primo semestre 2026.
Quindi, prospetticamente, potresti sfondare la quota incredibile aggregata di 20 miliardi di investimenti messi a terra e non di progettazioni.
Questo vuol dire ferrovie, vuol dire Gruppo Anas, vuol dire crescita. Perché se l’Italia quest’anno crescerà, e anche qua le stime ballano – 0,7, 0,8, 0,9 – questi 20 miliardi di lavori pubblici del Gruppo Ferrovie dello Stato sono, se non il tutto, una discreta parte di questo 0,9.
Quindi, primo ragionamento: visto che i due conflitti non paiono andare, ahimè, a definirsi, anzi temo che sul fronte iraniano semmai ci sia la possibilità che si vadano ad acuire e ad allargare, noi ci apprestiamo a scrivere una legge di bilancio, nelle prossime settimane, che deve essere coraggiosa, che deve essere importante.
Ma non per i bonus, per i banchi con le rotelle, per i redditi di cittadinanza, per i superbonus o per altre amenità. Per investire in crescita e opere pubbliche.
Altrimenti le famiglie… Chi va a investire adesso? Chi cambia la macchina adesso? Chi cambia la cucina adesso? Chi fa un investimento adesso per una seconda casa, coi tempi che ci sono?
Uno cosa fa? Aspetta. Deposita.
Eh, però l’economia, se uno aspetta, deposita per paura, non cresce”.
 

 

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