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(Adnkronos) – ”Si sente enormemente la sua mancanza in politica. Silvio Berlusconi aveva un carisma, uno spirito di sacrificio e una capacità di mettere in discussione se stesso davvero molto rari…”. Giuliano Urbani è stato l’ideologo di Forza
Italia, che contribuì a fondare nel ’94. Ricorda benissimo il primo incontro ad Arcore con il Cavaliere, a fine giugno del ’93 quando era professore di scienza politica alla Bocconi e si occupava di sondaggi per il Sole 24 ore. Il prossimo 29 settembre il leader azzurro avrebbe compiuto 90 anni e l’ex ministro dei Beni culturali, classe ’37, accetta di parlare con l’Adnkronos della sua ‘avventura’ con Berlusconi.
Sono passati oltre 30 anni da quando il politologo incrociò il futuro premier per la prima volta. Un giorno era a cena a Milano con Gianni Agnelli, che gli chiese se aveva parlato con l’imprenditore Berlusconi. Urbani rispose che non lo conosceva e il giorno dopo fu contattato dalla segretaria del tycoon brianzolo che voleva invitarlo a Villa San Martino.
In quell’occasione il ‘dottore’, come lo chiamavano i suoi più stretti collaboratori, disse che non se la sentiva di ”difendere il futuro del Paese a mani nude e riteneva fosse importante” creare un nuovo movimento
politico. Così nacque la scintilla che innescò il bing bang di Fi: ”Ho sempre ammirato Silvio per il suo coraggio. Tutti gli consigliavano di non esporsi troppo e di essere prudente per non avere i prevedibili contraccolpi, come accaduto poi al povero Dell’Utri, che ha subito tutto quel che ha subito… Nonostante un vero e proprio linciaggio morale nei suoi confronti, Berlusconi ha sempre tenuto botta, non ha mai fatto un passo indietro. Non dimenticherò mai -insiste Urbani- il coraggio con il quale si è buttato in questa avventura politica del partito liberale di massa, che era esattamente quel che serviva al Paese in quel momento. Alla fine, vuoi per buona fede, vuoi per ingenuità, Silvio non è riuscito ad attuare la rivoluzione liberale che tanto agognava. Forse ha peccato di ottimismo, pensava che il partito liberale fosse più maturo di quello che non potesse immaginare”.
Il fondatore del centrodestra ci ha creduto non ha mai mollato, spiega l’ex vicepresidente della Bicamerale per le Riforme istituzionali nel 1997, ed è andato dritto per la sua strada tra insidie politiche e imboscate giudiziarie. “Oggi, lo ripeto, si sente la sua mancanza, anche se Meloni in concreto lo fa dimenticare un po’: anche lei è generosa e questo la fa apparire una spanna superiore a tutti i suoi possibili concorrenti”. ”Gli rimprovero – ma non si tratta di un vero rimprovero visto tutto quel che ha fatto- di aver dato troppo credito ai suoi collaboratori mediocri ma nello stesso tempo lo capisco perché la sua generosità è senza eguali e lo ringrazierò a vita”. Urbani invita i figli dell’ex premier a non fare la scelta del padre:”Purtroppo non vedo nel futuro un nuovo Berlusconi, anche se mi piacerebbe incontrare uno come lui. E non credo che i figli abbiamo la possibilità di scendere in campo. Personalmente sconsiglio loro di fare politica per una semplice ragione: il coraggio del padre è irripetibile”.
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